Lavorare per la gente Questo e l’enorme ed urgente bisogno. E importante, oggi giorno, tenere a mente che l’anima dell’uomo ha ancora un piu grande bisogno dell’ideale che della realta. E per il reale che noi esistiamo; e per gli ideali che noi viviamo. Puoi capire la differenza?
Gli animali esistono – l’uomo vive.

- VICTOR HUGO

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    |Ultimo aggiorna.:Aprile.10.2010
 

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Minaccia di liquidazione del Museo polacco a Rapperswil (Svizzera)

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10 aprile 2010

Lo Staff del sito internet della petizione esprime il suo più sincero cordoglio a tutti familiari, amici, e il Governo Polacco per la morte dei leader della vita politica polacca, causata dalla sciagura dell’aereo presidenziale a Smolensk. Annunciamo una settimana di lutto.

La Polonia ha perso il 10 aprile 2010 dei più dinamici leader dalla liberazione nel 1989.

È un’ironia che ciò ha avuto luogo a Smolensk vicino alle foreste di Katyn, dove oltre 20.000 di ufficiali polacchi erano stati uccisi dai sovietici.

La Delegazione composta dai politici polacchi si stava recando per commemorare 70-esimo anniversario dell'eccidio di Katyn, uno dei più sconvolgenti massacri di genocidio  commessi contro la Nazione polacca nel 1940.

L’annientamento del corpo degli ufficiali polacco nel 1940 ha notevolmente facilitato a Stalin l’ottenimento dopo la II guerra mondiale del controllo sulla Polonia.

Il Presidente Lech Kaczyński, sua moglie, generali, personale, senatori e altri militanti nazionali hanno perso la vita in onore dei caduti nel 1940. Abbiamo conosciuto tanti di questi leader di persona. Loro ed altri rimarrano nella nostra memoria per sempre.

 

Photo AP.

 

1. Kaczynski Lech. Poland's President since 2005

2. Kaczynska Maria. Poland's First Lady. Her uncle was killd at the Katyn forest massacre.

3. Kaczorowski Ryszard. Poland's last President in exile

4. Agacka-Indecka Joanna. Chairman of the Supreme Bar Council

5. Bakowska Ewa. granddaughter of Brig. Mieczyslaw Smorawinski

6. Blasik Andrzej. Polish Air Force Commander

7. Bochenek Krystyna. Deputy Parliament Speaker

8. Borowska Anna Maria. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations

9. Borowski Bartosz. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations

10. Buk Tadeusz. Commander of Land Forces of Poland

11. Chodakowski Miron. Ordinary Orthodox Polish Army

12. Cywinski Czeslaw. President of the World Union of Home Army Soldiers

13. Deptula Leszek. Representative of the Polish Parliament (PSL

14. Debski Zbigniew. Member of the Chapter Military Order of Military Virtutti

15. Dolniak Grzegorz. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PO)

16. Doraczynska Katarzyna. Representative of the President's press office

17. Duchnowski Edward, Secretary General of the Union of Soviet persecutions

18. Fedorowicz Aleksander. Russian translator

19. Fetlinska Janina. Senator RP

20. Florczak Jaroslaw. BOR - Secret service officer

21. Francuz Artur. BOR - Secret service officer

22. Gagor Franciszek. Chief of General Staff of Polish Army

23. Gesicka Grazyna, representative of the Polish Parliament RP (PIS)

24. Gilarski Kazimierz, Garrison Commander Warszawa

25. Gosiewski Przemyslaw. Representative of the Polish Parliament RP(posel PiS)

26. Gostomski Bronislaw, ks. pralat

27. Handzlik Mariusz. Undersecretary of State in the President's Chancellery

28. Indrzejczyk Roman. Chaplain RP

29. Janeczek Pawel. BOR - Secret service officer

30. Jankowski Dariusz, Service Office of the Presidential Chancellery RP

31. Jaruga-Nowacka Izabela. Representative of the Polish Parliament - Sejm (SLD)

32. Joniec Józef. President of the Association Parafiada

33. Karpiniuk Sebastian. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PO)

34. Karweta Andrzej, Navy Commander

35. Kazana Mariusz. Director of the MSZ Diplomatic Protocol

36. Kochanowski Janusz. Civil right commissioner

37. Komornicki Stanislaw. Civil right commissioner

38. Komorowski Stanislaw Jerzy. Undersecretary of State in the Ministry of National Defence

39. Krajewski Pawel. BOR - Secret service officer

40. Kremer Andrzej. Undersecretary of State for Foreign Affairs

41. Król Zdzislaw, Kapelan Warszawskiej Rodziny Katynskiej 1987-2007

42. Krupski Janusz. Head of the Office for War Veterans and Repressed Persons

43. Kurtyka Janusz. President of the Institute of National Remembrance

44. Kwasnik Andrzej, Kapelan Federacji Rodzin Katynskich

45. Kwiatkowski Bronislaw. The commander of the Polish Armed Forces Operational

46. Lubinski Wojciech. Polish President's physician

47. Lutoborski Tadeusz. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations

48. Maminska Barbara, Director of the Presidential Chancellery

49. Mamontowicz-Lojek Zenona. Representative of Katyn Families Surviving Members

50. Melak Stefan,President of the Katyn Committee

51. Merta Tomasz, Undersecretary of State in the Ministry of Culture

52. Michalowski Dariusz. BOR - Secret service officer

53. Mikke Stanislaw. Vice President ROPWiM

54. Natalli-Swiat Aleksandra. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PiS)

55. Natusiewicz-Mirer Janina. Social activist

56. Nosek Piotr. BOR - Secret service officer

57. Nurowski Piotr, szef PKOL

58. Orawiec-Löffler Bronislawa. Representative of Katyn Families Surviving Members

59. Osinski Jan, Ordinariate of the Polish Army

60. Pilch Adam, Ewangelickie Duszpasterstwo Polowe

61. Piskorska Katarzyna. Representative of Katyn Families Surviving Members

62. Plazynski Maciej. President of the Association "Polish Community"

63. Ploski Tadeusz, Ordynariusz Polowy Wojska Polskiego

64. Pogródka-Weclawek Agnieszka, BOR - secret service officer

65. Potasinski Wlodzimierz. Polish Special Forces Commander

66. Przewoznik Andrzej. Secretary ROPWiM

67. Putra Krzysztof. Deputy Speaker of the Sejm

68. Rumianek Ryszard. Rector UKSW

69. Rybicki Arkadiusz. Representative of the Polish Parliament RP

70. Seweryn Wojciech. Representative of Katyn Families Surviving Members

71. Skapski Andrzej Sariusz. President of the Federation of Katyn Families

72. Skrzypek Slawomir. President of the Polish National Bank

73. Solski Leszek. President of the Federation of Katyn Families

74. Stasiak Wladyslaw, szef Kancelarii Prezydenta RP

75. Surówka Jacek. BOR - Secret service officer

76. Szczyglo Aleksander. Chief of Bureau of National Security

77. Szmajdzinski Jerzy. Deputy Speaker of the Sejm

78. Szymanek-Deresz Jolanta. Representative of the Polish Parliament- Sejm

79. Tomaszewska Izabela. Dyrektor Zespolu Protokolarnego Prezydenta RP

80. Uleryk Marek. BOR - Secret service officer

81. Walentynowicz Anna. Legendary Solidarity organization activist

82. Walewska-Przyjalkowska Teresa. Vice President of the Foundation of the East Golgotha

83. Wassermann Zbigniew. Representative of the Polish Parliament RP

84. Woda Wieslaw. Representative of the Polish Parliament RP

85. Wojtas Edward, representative of the Polish Parliament RP

86. Wypych Pawel, Sekretarz Stanu w Kancelarii Prezydenta RP

87. Zajac Stanislaw. Senator RP

88. Zakrzenski Janusz. Outstanding Polish actor

89. Zych Gabriela. Representative of Katyn Families Surviving Members

CREW MEMRER

90. Protasiuk Arkadiusz, flight-lieutenant

91. Grzywna Robert, crew member

92. Michalak Andrzej, crew member

93. Zietek Artur, crew member

94. Maciejczyk Barbara, stewardess

95. Januszko Natalia, stewardess

96. Moniuszko Justyna, stewardess

 

Riposino in pace.

 

Amministratore Rapperswil-Casle.com e Personale

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 Iscritti 16000 firmatario è stato il Signora Paulina Gedlek.

Congratularion a tutti voi!




Iscritti 15000 firmatario è stato il signor

Jaroslaw Frontczak dalla Polonia. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!
 


 

La nostra opinione

(11.11.2008)

Chi ha guadagnato sulle lastre di granito delle tombe?

Le tombe di Władysław Plater, sua moglie Karolina e di Henryka Bukowskiego non esistono.

Allo stesso tempo, quando le autorità del Comune di Rapperswil hanno dato l’ordine di chiudere l’entrata al Mausoleo, dove è stata depositata l’urna con il cuore del generale Tadeusz Kościuszko è stata “liquidata” la tomba del conte Władysław Broel-Plater, fondatore del Museo Polacco a Rapperswil, e contemporaneamente il primo museo nella storia della Città di Rapperswil. 

I vecchi abitanti di Rapperswil dicono che le salme sono state gettate in 3 sacchi di iuta e sepolte in una fossa comune senza presenza di un prete. Le lastre di granite delle tombe sono servite ad altre tombe, e le tombe, dove prima erano state sepolte le salme nella bare di quercia, sono state coperte. Quanto sia vera questa storia, oggigiorno è difficile verificare…. la foto della tomba di 63 anni fa parla da sola.

Come ci hanno informato, è una pratica quotidianamente applicata in Svizzera (legalmente approvata): al fine di conservare i cimiteri negli stessi confini, si esegue una nuova sepoltura sugli stessi lotti nei confronti dei quali sono stati scaduti i contratti per i lapidi, le lastre delle tombe vengono vendute per decorare altre tombe?!

In caso delle tombe di Plater, sua moglie e Henryk Bukowski non si è mai trattato di una nuova sepoltura.

Quello che è successo con la tomba di Plater, sua moglie e di Bukowski fa pensare ad un’azione razionale. Per ironia le tombe erano situate nel cantone Saint Gallen.

Nel cantone Nidwalden c’è una bella usanza conservata dai vecchi tempi. Accanto ad ogni tomba si trova un piccolo recipiente, nel quale si immerge un ramo nell’acqua e si benedica con essa la tomba. In questo modo il visitatore della tomba sottolinea con questo l’eccezionalità di questa luogo, la sua santità, e anche in maniera simbolica, l’unirsi alla persona che non c’è più tra i vivi.

È una comune usanza inoltre in Europa curare le tombe della gente, che con le proprie azioni ha dato il contributo al miglioramento della civiltà. Ciò risulta anche dalla dignità ed il rispetto per quelli che ci hanno lasciato. Plater con le proprie azioni non solo ha dato il contributo al proprio paese in cui è nato, però al paese dove è potuto essere il fondatore del primo museo nella storia della città, Rapperswil.  

Dopo aver chiuso il carcere nel castello, in cui i prigionieri vivevano in condizioni disumane, il castello di  Rapperswil è stato condannato con il tempo ad una totale catastrofe. Grazie a Plater, i suoi soldi, nonché tanti donatori di tutto il mondo, esiste fino ai giorni nostri. 

Di quello sanno tanti abitanti di Rapperswil, però le attuali autorità del Comune di Rapperswil-Jon sono in grado di riparare gli errori dei propri predecessori? Oppure sono obbligate ad essere influenzate del principale del „Gruppo dei Tre”, che travestendo le proprie azioni nella democrazia vedono solo i suoi interessi, taceranno e metteranno una pietra sopra la questione che riguarda non solo polacchi?

In vece del governo polacco il nuovo ambasciatore in Svizzera conduce clandestinamente i colloqui con le autorità del Comune di Rapperswil-Jon e della Città.  Dalle informazioni confermate dalle persone che hanno partecipato nei colloqui risulta che i colloqui sono stati condotti in assenza della direzioni del Museo Polacco a Rapperswil nonché dell’Associazione degli Amici del Museo.

Con quale scopo sono state condotti questi colloqui da colleghi? Con lo scopo della divisione e sotrazzione del patrimonio del museo dopo la sua liquidazione?

E forse il governo polacco sfrutterà il suo ambasciatore durante i colloqui per una dinamica, officiale e aperta azione al fine di recuperare il rispetto per la salma del fondatore del museo e sua moglie Karolina, nonché di Bukowski, nonché al fine di salvare l’autonomia del Museo Polacco nel Castello di Rapperswil.

Dai documenti, che abbiamo trovato casualmente negli archivi privati svedesi, risulta che il comune di Rapperswil ha proposto a Plater l’acquisto del castello, tuttavia il prezzo troppo alto ha costretto Plater a firmare il contratto di affitto per 99 anni.

Oggi, quando abbiamo la possibilità di vedere il castello dal volo degli uccelli possiamo renderci conto dell’immensità dei costi che Plater ha sostenuto non solo per ristrutturare i tetti, per non parlare dei costi della ristrutturazione degli interni. Ad eccezione della torre con l’orologio e di sorveglianza tutto era in rovina. (Vedi per favore  http://www.rapperswil-castle.com/polish/news.php. Scoperta nell’archivio di New York Time).

Le favole che si racconta  sul „furto del castello da parte dei polacchi” si può gettare nel cesto. Si può discutere circa i costi sostenuti, se quello deve essere l’argomento del Comune o del „Gruppo dei Tre”, che sotto la copertura di fumo della „vecchia esposizione” del museo e il miglior sfruttamento del castello mirano alla liquidazione del museo all’interno del castello.

E l’ora Signori finire le negoziazioni clandestine ed iniziare i colloqui aperti e costruttivi circa il futuro del museo nel Castello, con la partecipazione di tutte le parti interessati senza „workshop” insensati, che a nostro avviso servono da paravento per concetti e proposte poco chiare per prendere una decisione.

Con grande rispetto per la democrazia svizzera dobbiamo dire che:

Non è solo una Vostra questione, però anche di quelli che Vi hanno scelto per le autorità, degli Abitanti di Rapperswil e del Comune di Rapperswil-Jona.

Non è la questione che riguarda solo l’ambasciatore polacco, però altresì i polacchi che vivo all’estero e i polacchi in Polonia.

È una Nostra questione, della Gente di Buona Volontà che vivono in decine dei paesi di questo mondo civilizzato, che indirizzano la petizione circa il mantenimento del Museo polacco nel Castello di Rapperswil alle Autorità della Svizzera. 

In basso la foto della tomba originale di Plater nel castello a Rapperswil, sua moglie e di Henryk Bukowski eseguita nel 1945 dopo la resa di Hitler.

 

La foto proviene dal libro ASPLUND’A KAROLA, BUKOWSKIS - Ett konsthandelshus i Stockholm 1870-1945. Stockholm 1945.

 

La foto attuale di una parte del monumento salvato dalla tomba.

Dove sono finite le tombe del conte Władysław Plater, sua moglie Karolina e di Henryk Bukowski?

Dove sono finite le tre lastre delle tombe, ciascuna di oltre 350 kg e il monumento della tomba di Henryk Bukowski?

Al giorno di oggi la direzione del Museo, cui direttore da due anni è la Signora Anna Buchmann, ha eseguito la ristrutturazione di due sezioni rimaste dal monumento, al quale conduce una viuzza con le rose da ambedue lati. I costi del rinnovo sono stati coperti dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale in Polonia. Queste due sezioni del monumento sono state considerate finora come la tomba di Plater, ma non lo sono.

Si può porre la domanda: perché la gente che vive anche in Svizzera, discendenti della dinastia di Plater non hanno curato la tomba del proprio compatriota? Loro erano a conoscenza che Władysław Plater è stato il fondatore del museo e qui ha trovato il suo eterno riposo.

La foto attuale del Castello e del terreno circostante che pubblichiamo con il permesso di M. André Locher, sul quale abbiamo segnato: 

 

1. Il posto originario della location della sepoltura di Plater, sua moglie e di Bukowski. Le tombe erano situate nella direzione Est-Ovest conformemente alla vecchia tradizione. A chi davano fastidio queste tombe?

2. L’entrata alla parte est, alla quale ha la chiave il ristorante, aperto solo per i ricevimenti. Nei giorni e le ore dell’apertura del museo non si ha l’accesso alla tomba simbolica costruita da due sezioni del monumento salvato.

3. La vecchia torre delle salme. L’entrata al Mausoleo del Generale Tadeusz Kosciuszko, eroe di due nazioni: Polonia ed America – da tanti anni chiusa con il muro.

4. In questo posto Plater ha eretto la Colonna di Bar dopo la stipulazione del contratto con il Comune di Rapperswil.

5. Il posto attuale della Colonna di Bar dopo la sua ristrutturazione dai polacchi. Per tanti anni giaceva nei cespugli.

6. L’entrata al Castello.

7. La torre con l’orologio

8. La vecchia torre di sorveglianza.

9. Il tetto ricostruito, fin dalla base, da Plater. Il tetto non esisteva, quando Plater ha preso il castello in affitto per 99 anni, per questo ha deciso di modificare la costruzione del castello e costruire un piano sotto il tetto indicato sulla foto con il numero [9]. Sotto esso si trova l’attuale sala di concerti e durante la vita di Plater – una grande sala di esposizione. 

 

Entra per favore su http://www.swisscastles.ch. M. Andre Locher ha più foto dall’alto del Castello di Rapperswil nonché tante altre foto fantastiche di altri castelli in Svizzera e non solo. Risponderà ad ogni domanda inviata via e-mail. Con una parola amichevole alla gente.

 


Iscritti 14000 firmatario è stato il signor

Wojciech Dygut dalla Canada. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!


Iscritti 12000 firmatario è stato il Signora Nancy Ballhorn

da Stati Uniti d'America. Congratulazioni!
 

Congratularion a tutti voi!

 


 

Informacja dla Pana Ministra Kultury w Warszawie
Informacja dla polskich poslow

Information für Kultur
- Allgemeiner Briefkasten eac-culture@ec.europa.eu / z.Hd. des Vorsitzenden

EuropeAid - Amt für Zusammenarbeit
- Allgemeiner Briefkasten europeaid-info@ec.europa.eu

Bildung
- Allgemeiner Briefkasten eac-info@ec.europa.eu

Informacja dla Ambasady RP w Szwajcarii
Ambasada RP w Bernie
Elfenstrase 20a
3000 Bern 15
Tel.: 004131-358 02 09
polishemb@dial.eunet.ch

Offener Brief

An den schweizerischen Bundesrat & Herrn Bundesratpräsident
Herrn Pascal Couchepin
Frankfurt/M., den 18. Mai 2008

Thema: Ich bitte den schweizerischen Bundesrat die entsprechende Schritte zu unternehmen, damit das Polnische Museum im Schloß in Rapperswil die weiteren Jahrzehnte arbeiten dort kann.

Sehr geehrter Bundesratpräsident,
Herr Couchepin,

Sehr geehrte Damen und Herren, ich erfuhr, daß das Schloß in Rapperswil, der Sitz des Polnischen Museums, einst eine abbruchreife Schloßruine, das im Laufe von 130 Jahren von Polonia und den Schweizern zu einem Prachtschloß umgewandelt wurde (nach 1945 verläuft die Arbeit und im Standhalten des Polnischen Museums ohne einer finanziellen Unterstützung der schweizerischen Behörden jedoch auf der Grundlage des Vertrages mit der Gemeinde und ihres Wohlwollens) und Dank des großen Engagement der schweizerischen Polonia bis heute sehr gut geführt wurde, nun an einen privaten Käufer verkauft werden könnte.

Für mich ist leicht vorstellbar, daß bei dem Wechsel des Schloßbesitzers, werden z.B. die Steuern an die kantonale Steuerbehörde des neuen Besitzers/Käufers des Schloßes in Rapperswil deutlich höher liegen als die heutigen Pächter - Polnisches Museum - diese heute zu entrichten verpflichtet sind. Auf diese Weise könnten auch andere Geldbeträge, die mit dem Wechsel des Besitzers zustande kommen würden, der kantonalen Administration extra Quellen der Gelder zur Verfügungen stellen, die womöglich anderen Bereichen des öffentlichen Lebens zu Gute kommen könnten, sei es der Finanzierung der Parkanlagen, der öffentlichen Verkehrsmittel etc. Das Polnische Museum würde in so einem Fall statt eines repräsentativen Schloßes in Rapperswil, kein zweites Schloß als Domizil erhalten, um durch ihre kulturelle Arbeit die Polen und Schweizer nahe einander zu bringen, und gleichzeitig in Erinnerung der Welt aufzubewahren, daß die in der Schweiz internierten polnischen Soldaten im II. Weltkrieg fünf Jahre lang unentgeltlich an diesem Schloß und anderen Bauprojekten ihrer neuen Heimat tätig waren, weil sie genauso wie die Schweizer nicht für den Krieg sondern an der Zukunft im Frieden arbeiten wollten.

Würden die 80% der ausländischen Besucher, die in großen Scharren das Polnische Museum jedes Jahr zu dem am meist besuchten Museums dieser Gegend machen, sich die Mühe machen, so wertvolle Ausstellungen dieses Museums, wie die Polnische Schule der Kunst- und Baudenkmalpflege oder der die Ausstellung von Beständen des Preußischen Museums, unter einer anderen Adresse zu suchen wäre, wenn das Polnische Museum eine abgelegene, nah eines Murmeltierbaus Alpenhütte in Aussicht bekommen würde, die ebenfalls mit höheren Gebühren als ihr früherer Besitzer dafür zahlte, zu haben wäre, damit nach dem Verlauf der nächsten 120 Jahren der sehr kostspieligen für Polonia Selbstfinanzierung des neuen Sitzes des Polnischen Museums, diese Geschichte sich wiederholen könnte?

Das ist die Sichtweise des Problems mit den Augen eines EU-Bürgers.

Eine gesundere Perspektive dieses Problems könnte der schweizerische Bundesrat realisieren, wo es nicht um den schnellen, heutigen, finanziellen Gewinn für die respektablen Käufer bzw. der Immobilienspekulanten geht, sondern um die Bedeutung der Schweiz im Ausland als ein Land, in dem vom II. Weltkrieg bis heute die Erhaltung der polnischen Kultur im Polnischen Museum auf dem Schloß von Rapperswil für die Bürger von Schweiz und die ausländischen Touristen weiterhin ein Symbol des Respekts der schweizerischen Nation für die Kultur der anderen Völker auf dem Boden von Schweiz zu sehen sein kann.

Ich bitte Sie, Herr Bundesratspräsident und den schweizerischen Bundesrat die entsprechende Schritte zu unternehmen, damit das Polnische Museum im Schloß in Rapperswil die weiteren Jahrzehnte arbeiten kann.

Im voraus danke ich Ihnen für Ihr wohlwollen gegenüber derm Polnischen Museum in Rapperswil, einem Symbol des gemeinsemen Respekts vor der Kultur der Völker Europas. Mit freundlichen Grüßen,

Schriftstellerin, Journalistin,
Maria Sulkowska-Kneier
D-60316 Frankfurt / Germany*

* Administrator www.rapperswill-castle.com entfernt private Adresse


Iscritti 10000 firmatario è stato il signor Filip Andrzejczak dalla Polonia. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!


Iscritti 9000 firmatario è stato il signor Maciej Maska dalla Polonia. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!


Iscritti 7000 firmatario è stato il signor Anthony Dynowski dalla Polonia. Congratulazioni!


Iscritti 5000 firmatario è stato il signor Urs Bosshard dalla Svizzera. Congratulazioni!



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