Minaccia di liquidazione del Museo polacco a Rapperswil (Svizzera)
Seleziona la lingua:


Egregi Signori,
Il terzo anno festeggiamo il Natale sui Vostri e Nostri siti internet.
I nostri Auguri di Buone Feste di Natale mettiamo direttamente sopra l'informazione sulla tragedia nazionale.
Tuttavia la nostra vita e' fatta di sorrisi e gioia, momenti di gloria e di caduta, felicita' e tragedia.
Non siamo in grado di cambiarlo.
Per decine delle famiglie dal lungo elenco dell'ultima tragedia nazionale non saranno Felice Feste come per tante altre persone che hanno firmato la nostra petizione.
Come dice la TRADIZIONE POLACCA, abbiamo lasciato a tavola della notte di Vigilia un posto in piu'. Per colui che potrebbe bussare alla nostra porta chiedendo un posto a tavola, per un prossimo che e' stato con noi e ha condiviso con noi problemi e gioie. Lasciamo per lui l'ostia. I nostri pensieri saranno un simbolo della loro vita.
Vi Auguriamo l'ottimismo, la felicita' e tanta salute nel giorno in cui si e' svegliata e si sveglia una nuova vita.
Amministratore
Rapperswil-Castel.com |
10 aprile 2010
Lo Staff del sito internet della petizione esprime il suo più sincero cordoglio a tutti familiari, amici, e il Governo Polacco per la morte dei leader della vita politica polacca, causata dalla sciagura dell’aereo presidenziale a Smolensk. Annunciamo una settimana di lutto.
La Polonia ha perso il 10 aprile 2010 dei più dinamici leader dalla liberazione nel 1989.
È un’ironia che ciò ha avuto luogo a Smolensk vicino alle foreste di Katyn, dove oltre 20.000 di ufficiali polacchi erano stati uccisi dai sovietici.
La Delegazione composta dai politici polacchi si stava recando per commemorare 70-esimo anniversario dell'eccidio di Katyn, uno dei più sconvolgenti massacri di genocidio commessi contro la Nazione polacca nel 1940.
L’annientamento del corpo degli ufficiali polacco nel 1940 ha notevolmente facilitato a Stalin l’ottenimento dopo la II guerra mondiale del controllo sulla Polonia.
Il Presidente Lech Kaczyński, sua moglie, generali, personale, senatori e altri militanti nazionali hanno perso la vita in onore dei caduti nel 1940. Abbiamo conosciuto tanti di questi leader di persona. Loro ed altri rimarrano nella nostra memoria per sempre. |

Photo AP.
1. Kaczynski Lech. Poland's President since 2005
2. Kaczynska Maria. Poland's First Lady. Her uncle was killd at the Katyn forest massacre.
3. Kaczorowski Ryszard. Poland's last President in exile
4. Agacka-Indecka Joanna. Chairman of the Supreme Bar Council
5. Bakowska Ewa. granddaughter of Brig. Mieczyslaw Smorawinski
6. Blasik Andrzej. Polish Air Force Commander
7. Bochenek Krystyna. Deputy Parliament Speaker
8. Borowska Anna Maria. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations
9. Borowski Bartosz. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations
10. Buk Tadeusz. Commander of Land Forces of Poland
11. Chodakowski Miron. Ordinary Orthodox Polish Army
12. Cywinski Czeslaw. President of the World Union of Home Army Soldiers
13. Deptula Leszek. Representative of the Polish Parliament (PSL
14. Debski Zbigniew. Member of the Chapter Military Order of Military Virtutti
15. Dolniak Grzegorz. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PO)
16. Doraczynska Katarzyna. Representative of the President's press office
17. Duchnowski Edward, Secretary General of the Union of Soviet persecutions
18. Fedorowicz Aleksander. Russian translator
19. Fetlinska Janina. Senator RP
20. Florczak Jaroslaw. BOR - Secret service officer
21. Francuz Artur. BOR - Secret service officer
22. Gagor Franciszek. Chief of General Staff of Polish Army
23. Gesicka Grazyna, representative of the Polish Parliament RP (PIS)
24. Gilarski Kazimierz, Garrison Commander Warszawa
25. Gosiewski Przemyslaw. Representative of the Polish Parliament RP(posel PiS)
26. Gostomski Bronislaw, ks. pralat
27. Handzlik Mariusz. Undersecretary of State in the President's Chancellery
28. Indrzejczyk Roman. Chaplain RP
29. Janeczek Pawel. BOR - Secret service officer
30. Jankowski Dariusz, Service Office of the Presidential Chancellery RP
31. Jaruga-Nowacka Izabela. Representative of the Polish Parliament - Sejm (SLD)
32. Joniec Józef. President of the Association Parafiada
33. Karpiniuk Sebastian. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PO)
34. Karweta Andrzej, Navy Commander
35. Kazana Mariusz. Director of the MSZ Diplomatic Protocol
36. Kochanowski Janusz. Civil right commissioner
37. Komornicki Stanislaw. Civil right commissioner
38. Komorowski Stanislaw Jerzy. Undersecretary of State in the Ministry of National Defence
39. Krajewski Pawel. BOR - Secret service officer
40. Kremer Andrzej. Undersecretary of State for Foreign Affairs
41. Król Zdzislaw, Kapelan Warszawskiej Rodziny Katynskiej 1987-2007
42. Krupski Janusz. Head of the Office for War Veterans and Repressed Persons
43. Kurtyka Janusz. President of the Institute of National Remembrance
44. Kwasnik Andrzej, Kapelan Federacji Rodzin Katynskich
45. Kwiatkowski Bronislaw. The commander of the Polish Armed Forces Operational
46. Lubinski Wojciech. Polish President's physician
47. Lutoborski Tadeusz. Representative of Katyn Families Surviving Members and other organizations
48. Maminska Barbara, Director of the Presidential Chancellery
49. Mamontowicz-Lojek Zenona. Representative of Katyn Families Surviving Members
50. Melak Stefan, President of the Katyn Committee
51. Merta Tomasz, Undersecretary of State in the Ministry of Culture
52. Michalowski Dariusz. BOR - Secret service officer
53. Mikke Stanislaw. Vice President ROPWiM
54. Natalli-Swiat Aleksandra. Representative of the Polish Parliament - Sejm (PiS)
55. Natusiewicz-Mirer Janina. Social activist
56. Nosek Piotr. BOR - Secret service officer
57. Nurowski Piotr, szef PKOL
58. Orawiec-Löffler Bronislawa. Representative of Katyn Families Surviving Members
59. Osinski Jan, Ordinariate of the Polish Army
60. Pilch Adam, Ewangelickie Duszpasterstwo Polowe
61. Piskorska Katarzyna. Representative of Katyn Families Surviving Members
62. Plazynski Maciej. President of the Association "Polish Community"
63. Ploski Tadeusz, Ordynariusz Polowy Wojska Polskiego
64. Pogródka-Weclawek Agnieszka, BOR - secret service officer
65. Potasinski Wlodzimierz. Polish Special Forces Commander
66. Przewoznik Andrzej. Secretary ROPWiM
67. Putra Krzysztof. Deputy Speaker of the Sejm
68. Rumianek Ryszard. Rector UKSW
69. Rybicki Arkadiusz. Representative of the Polish Parliament RP
70. Seweryn Wojciech. Representative of Katyn Families Surviving Members
71. Skapski Andrzej Sariusz. President of the Federation of Katyn Families
72. Skrzypek Slawomir. President of the Polish National Bank
73. Solski Leszek. President of the Federation of Katyn Families
74. Stasiak Wladyslaw, szef Kancelarii Prezydenta RP
75. Surówka Jacek. BOR - Secret service officer
76. Szczyglo Aleksander. Chief of Bureau of National Security
77. Szmajdzinski Jerzy. Deputy Speaker of the Sejm
78. Szymanek-Deresz Jolanta. Representative of the Polish Parliament- Sejm
79. Tomaszewska Izabela. Dyrektor Zespolu Protokolarnego Prezydenta RP
80. Uleryk Marek. BOR - Secret service officer
81. Walentynowicz Anna. Legendary Solidarity organization activist
82. Walewska-Przyjalkowska Teresa. Vice President of the Foundation of the East Golgotha
83. Wassermann Zbigniew. Representative of the Polish Parliament RP
84. Woda Wieslaw. Representative of the Polish Parliament RP
85. Wojtas Edward, representative of the Polish Parliament RP
86. Wypych Pawel, Sekretarz Stanu w Kancelarii Prezydenta RP
87. Zajac Stanislaw. Senator RP
88. Zakrzenski Janusz. Outstanding Polish actor
89. Zych Gabriela. Representative of Katyn Families Surviving Members
CREW MEMRER
90. Protasiuk Arkadiusz, flight-lieutenant
91. Grzywna Robert, crew member
92. Michalak Andrzej, crew member
93. Zietek Artur, crew member
94. Maciejczyk Barbara, stewardess
95. Januszko Natalia, stewardess
96. Moniuszko Justyna, stewardess
Riposino in pace.
Amministratore Rapperswil-Casle.com e Personale
|
La nostra opinione
(11.11.2008)
Chi ha guadagnato sulle lastre di
granito delle tombe?
Le tombe di Władysław Plater, sua
moglie Karolina e di Henryka
Bukowskiego non esistono.
Allo stesso tempo, quando le
autorità del Comune di
Rapperswil
hanno dato l’ordine di chiudere
l’entrata al Mausoleo, dove è stata
depositata l’urna con il cuore del
generale Tadeusz Kościuszko è stata
“liquidata” la tomba del conte
Władysław Broel-Plater, fondatore
del Museo Polacco a Rapperswil, e
contemporaneamente il primo museo
nella storia della Città di
Rapperswil.
I vecchi abitanti di Rapperswil
dicono che le salme sono state
gettate in 3 sacchi di iuta e
sepolte in una fossa comune senza
presenza di un prete. Le lastre di
granite delle tombe sono servite ad
altre tombe, e le tombe, dove prima
erano state sepolte le salme nella
bare di quercia, sono state coperte.
Quanto sia vera questa storia,
oggigiorno è difficile verificare….
la foto della tomba di 63 anni fa
parla da sola.
Come ci hanno informato, è una
pratica quotidianamente applicata in
Svizzera (legalmente approvata): al
fine di conservare i cimiteri negli
stessi confini, si esegue una nuova
sepoltura sugli stessi lotti nei
confronti dei quali sono stati
scaduti i contratti per i lapidi, le
lastre delle tombe vengono vendute
per decorare altre tombe?!
In caso delle tombe di Plater, sua
moglie e Henryk Bukowski non si è
mai trattato di una nuova sepoltura.
Quello che è successo con la tomba
di Plater, sua moglie e di Bukowski
fa pensare ad un’azione razionale.
Per ironia le tombe erano situate
nel cantone Saint Gallen.
Nel cantone Nidwalden c’è una bella
usanza conservata dai vecchi tempi.
Accanto ad ogni tomba si trova un
piccolo recipiente, nel quale si
immerge un ramo nell’acqua e si
benedica con essa la tomba. In
questo modo il visitatore della
tomba sottolinea con questo
l’eccezionalità di questa luogo, la
sua santità, e anche in maniera
simbolica, l’unirsi alla persona che
non c’è più tra i vivi.
È una comune usanza inoltre in
Europa curare le tombe della gente,
che con le proprie azioni ha dato il
contributo al miglioramento della
civiltà. Ciò risulta anche dalla
dignità ed il rispetto per quelli
che ci hanno lasciato. Plater con le
proprie azioni non solo ha dato il
contributo al proprio paese in cui è
nato, però al paese dove è potuto
essere il fondatore del primo museo
nella storia della città,
Rapperswil.
Dopo aver chiuso il carcere nel
castello, in cui i prigionieri
vivevano in condizioni disumane, il
castello di Rapperswil è stato
condannato con il tempo ad una
totale catastrofe. Grazie a Plater,
i suoi soldi, nonché tanti donatori
di tutto il mondo, esiste fino ai
giorni nostri.
Di quello sanno tanti abitanti di
Rapperswil, però le attuali autorità
del Comune di Rapperswil-Jon sono in
grado di riparare gli errori dei
propri predecessori? Oppure sono
obbligate ad essere influenzate del
principale del „Gruppo dei Tre”, che
travestendo le proprie azioni nella
democrazia vedono solo i suoi
interessi, taceranno e metteranno
una pietra sopra la questione che
riguarda non solo polacchi?
In vece del governo polacco il nuovo
ambasciatore in Svizzera conduce
clandestinamente i colloqui con le
autorità del Comune di
Rapperswil-Jon e della Città. Dalle
informazioni confermate dalle
persone che hanno partecipato nei
colloqui risulta che i colloqui sono
stati condotti in assenza della
direzioni del Museo Polacco a
Rapperswil nonché dell’Associazione
degli Amici del Museo.
Con quale scopo sono state condotti
questi colloqui da colleghi?
Con lo scopo della divisione e
sotrazzione del patrimonio del museo
dopo la sua liquidazione?
E forse il governo polacco sfrutterà
il suo ambasciatore durante i
colloqui per una dinamica, officiale
e aperta azione al fine di
recuperare il rispetto per la salma
del fondatore del museo e sua moglie
Karolina, nonché di Bukowski, nonché
al fine di salvare l’autonomia del
Museo Polacco nel Castello di
Rapperswil.
Dai documenti, che abbiamo trovato
casualmente negli archivi privati
svedesi, risulta che il comune di
Rapperswil ha proposto a Plater
l’acquisto del castello, tuttavia il
prezzo troppo alto ha costretto
Plater a firmare il contratto di
affitto per 99 anni.
Oggi, quando abbiamo la possibilità
di vedere il castello dal volo degli
uccelli possiamo renderci conto
dell’immensità dei costi che Plater
ha sostenuto non solo per
ristrutturare i tetti, per non
parlare dei costi della
ristrutturazione degli interni. Ad
eccezione della torre con l’orologio
e di sorveglianza tutto era in
rovina.
(Vedi per favore http://www.rapperswil-castle.com/polish/news.php.
Scoperta nell’archivio di
New York Time).
Le favole che si racconta sul
„furto del castello da parte dei
polacchi” si può gettare nel cesto.
Si può discutere circa i costi
sostenuti, se quello deve essere
l’argomento del Comune o del „Gruppo
dei Tre”, che sotto la copertura di
fumo della „vecchia esposizione” del
museo e il miglior sfruttamento del
castello mirano alla liquidazione
del museo all’interno del castello.
E l’ora Signori finire le
negoziazioni clandestine ed iniziare
i colloqui aperti e costruttivi
circa il futuro del museo nel
Castello, con la partecipazione di
tutte le parti interessati senza
„workshop” insensati, che a nostro
avviso servono da paravento per
concetti e proposte poco chiare per
prendere una decisione.
Con grande rispetto per la
democrazia svizzera dobbiamo dire
che:
Non è solo una Vostra questione,
però anche di quelli che Vi hanno
scelto per le autorità, degli
Abitanti di Rapperswil e del Comune
di Rapperswil-Jona.
Non è la questione che riguarda solo
l’ambasciatore polacco, però altresì
i polacchi che vivo all’estero e i
polacchi in Polonia.
È una Nostra questione, della Gente
di Buona Volontà che vivono in
decine dei paesi di questo mondo
civilizzato, che indirizzano la
petizione circa il mantenimento del
Museo polacco nel Castello di
Rapperswil alle Autorità della
Svizzera.
In basso la foto della tomba
originale di Plater nel castello a
Rapperswil, sua moglie e di Henryk
Bukowski eseguita nel 1945 dopo la
resa di Hitler.

La foto proviene dal libro
ASPLUND’A KAROLA, BUKOWSKIS - Ett konsthandelshus i Stockholm
1870-1945. Stockholm 1945.

La foto attuale di una parte del monumento
salvato dalla tomba.
Dove sono finite le tombe del conte Władysław Plater,
sua moglie Karolina e di Henryk Bukowski?
Dove sono finite le tre lastre delle tombe, ciascuna di oltre
350 kg e il monumento della tomba di Henryk Bukowski?

Al giorno di oggi la direzione del Museo,
cui direttore da due anni è la Signora Anna Buchmann,
ha eseguito la ristrutturazione di due sezioni rimaste dal monumento,
al quale conduce una viuzza con le rose da ambedue lati. I costi
del rinnovo sono stati coperti dal Ministero della Cultura e
del Patrimonio Nazionale in Polonia. Queste due sezioni del
monumento sono state considerate finora come la tomba di Plater,
ma non lo sono.
Si può porre la domanda: perché la gente che vive anche in Svizzera,
discendenti della dinastia di Plater non hanno curato la tomba
del proprio compatriota? Loro erano a conoscenza che Władysław
Plater è stato il fondatore del museo e qui ha trovato il suo
eterno riposo.
La foto attuale del Castello e del terreno circostante che pubblichiamo
con il permesso di M. André Locher,
sul quale abbiamo segnato:
1.
Il posto originario della location della sepoltura di Plater,
sua moglie e di Bukowski. Le tombe erano situate nella direzione
Est-Ovest conformemente alla vecchia tradizione. A chi davano
fastidio queste tombe?
2.
L’entrata alla parte est, alla quale ha la chiave il ristorante,
aperto solo per i ricevimenti. Nei giorni e le ore dell’apertura
del museo non si ha l’accesso alla tomba simbolica costruita
da due sezioni del monumento salvato.
3. La vecchia torre
delle salme. L’entrata al Mausoleo del Generale Tadeusz Kosciuszko,
eroe di due nazioni: Polonia ed America – da tanti anni chiusa
con il muro.
4. In questo posto
Plater ha eretto la Colonna di Bar dopo la stipulazione del
contratto con il Comune di Rapperswil.
5. Il posto
attuale della Colonna di Bar dopo la sua ristrutturazione dai
polacchi. Per tanti anni giaceva nei cespugli.
6. L’entrata
al Castello.
7. La torre
con l’orologio
8. La vecchia torre
di sorveglianza.
9. Il tetto ricostruito,
fin dalla base, da Plater. Il tetto non esisteva, quando Plater
ha preso il castello in affitto per 99 anni, per questo ha deciso
di modificare la costruzione del castello e costruire un piano
sotto il tetto indicato sulla foto con il numero [9]. Sotto
esso si trova l’attuale sala di concerti e durante la vita di
Plater – una grande sala di esposizione.
Entra per favore su
http://www.swisscastles.ch. M.
Andre Locher ha più foto dall’alto
del Castello di Rapperswil nonché
tante altre foto fantastiche di
altri castelli in Svizzera e non
solo. Risponderà ad ogni domanda
inviata via e-mail. Con una parola
amichevole alla gente.
|
Iscritti 14000
firmatario è stato il signor
Wojciech Dygut dalla Canada. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!
Iscritti 12000 firmatario è stato il Signora
Nancy Ballhorn da Stati Uniti d'America. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!

Informacja dla Pana Ministra Kultury w Warszawie
Informacja dla polskich poslow
Information für Kultur
- Allgemeiner Briefkasten eac-culture@ec.europa.eu / z.Hd. des Vorsitzenden
EuropeAid - Amt für Zusammenarbeit
- Allgemeiner Briefkasten europeaid-info@ec.europa.eu
Bildung
- Allgemeiner Briefkasten eac-info@ec.europa.eu
Informacja dla Ambasady RP w Szwajcarii
Ambasada RP w Bernie
Elfenstrase 20a
3000 Bern 15
Tel.: 004131-358 02 09
polishemb@dial.eunet.ch
Offener Brief
An den schweizerischen Bundesrat & Herrn Bundesratpräsident
Herrn Pascal Couchepin
Frankfurt/M., den 18. Mai 2008
|
Thema: Ich bitte den schweizerischen Bundesrat die entsprechende Schritte zu unternehmen, damit das Polnische Museum im Schloß in Rapperswil die weiteren Jahrzehnte arbeiten dort kann.
Sehr geehrter Bundesratpräsident,
Herr Couchepin,
Sehr geehrte Damen und Herren, ich erfuhr, daß das Schloß in Rapperswil, der Sitz des Polnischen Museums, einst eine abbruchreife Schloßruine, das im Laufe von 130 Jahren von Polonia und den Schweizern zu einem Prachtschloß umgewandelt wurde (nach 1945 verläuft die Arbeit und im Standhalten des Polnischen Museums ohne einer finanziellen Unterstützung der schweizerischen Behörden jedoch auf der Grundlage des Vertrages mit der Gemeinde und ihres Wohlwollens) und Dank des großen Engagement der schweizerischen Polonia bis heute sehr gut geführt wurde, nun an einen privaten Käufer verkauft werden könnte.
Für mich ist leicht vorstellbar, daß bei dem Wechsel des Schloßbesitzers, werden z.B. die Steuern an die kantonale Steuerbehörde des neuen Besitzers/Käufers des Schloßes in Rapperswil deutlich höher liegen als die heutigen Pächter - Polnisches Museum - diese heute zu entrichten verpflichtet sind. Auf diese Weise könnten auch andere Geldbeträge, die mit dem Wechsel des Besitzers zustande kommen würden, der kantonalen Administration extra Quellen der Gelder zur Verfügungen stellen, die womöglich anderen Bereichen des öffentlichen Lebens zu Gute kommen könnten, sei es der Finanzierung der Parkanlagen, der öffentlichen Verkehrsmittel etc. Das Polnische Museum würde in so einem Fall statt eines repräsentativen Schloßes in Rapperswil, kein zweites Schloß als Domizil erhalten, um durch ihre kulturelle Arbeit die Polen und Schweizer nahe einander zu bringen, und gleichzeitig in Erinnerung der Welt aufzubewahren, daß die in der Schweiz internierten polnischen Soldaten im II.
Weltkrieg fünf Jahre lang unentgeltlich an diesem Schloß und anderen Bauprojekten ihrer neuen Heimat tätig waren, weil sie genauso wie die Schweizer nicht für den Krieg sondern an der Zukunft im Frieden arbeiten wollten.
|
Würden die 80% der ausländischen Besucher, die in großen Scharren das Polnische Museum jedes Jahr zu dem am meist besuchten Museums dieser Gegend machen, sich die Mühe machen, so wertvolle Ausstellungen dieses Museums, wie die Polnische Schule der Kunst- und Baudenkmalpflege oder der die Ausstellung von Beständen des Preußischen Museums, unter einer anderen Adresse zu suchen wäre, wenn das Polnische Museum eine abgelegene, nah eines Murmeltierbaus Alpenhütte in Aussicht bekommen würde, die ebenfalls mit höheren Gebühren als ihr früherer Besitzer dafür zahlte, zu haben wäre, damit nach dem Verlauf der nächsten 120 Jahren der sehr kostspieligen für Polonia Selbstfinanzierung des neuen Sitzes des Polnischen Museums, diese Geschichte sich wiederholen könnte?
Das ist die Sichtweise des Problems mit den Augen eines EU-Bürgers.
Eine gesundere Perspektive dieses Problems könnte der schweizerische Bundesrat realisieren, wo es nicht um den schnellen, heutigen, finanziellen Gewinn für die respektablen Käufer bzw. der Immobilienspekulanten geht, sondern um die Bedeutung der Schweiz im Ausland als ein Land, in dem vom II. Weltkrieg bis heute die Erhaltung der polnischen Kultur im Polnischen Museum auf dem Schloß von Rapperswil für die Bürger von Schweiz und die ausländischen Touristen weiterhin ein Symbol des Respekts der schweizerischen Nation für die Kultur der anderen Völker auf dem Boden von Schweiz zu sehen sein kann.
Ich bitte Sie, Herr Bundesratspräsident und den schweizerischen Bundesrat die entsprechende Schritte zu unternehmen, damit das Polnische Museum im Schloß in Rapperswil die weiteren Jahrzehnte arbeiten kann.
Im voraus danke ich Ihnen für Ihr wohlwollen gegenüber derm Polnischen Museum in Rapperswil, einem Symbol des gemeinsemen Respekts vor der Kultur der Völker Europas.
Mit freundlichen Grüßen,
Schriftstellerin, Journalistin,
Maria Sulkowska-Kneier
D-60316 Frankfurt / Germany*
|
* Administrator www.rapperswill-castle.com entfernt private Adresse
Iscritti 10000 firmatario è stato il signor
Filip Andrzejczak dalla Polonia. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!
Iscritti 9000 firmatario è stato il signor Maciej
Maska dalla Polonia. Congratulazioni!
Congratularion a tutti voi!
Iscritti 7000 firmatario è
stato il signor Anthony Dynowski dalla Polonia. Congratulazioni!
Iscritti 5000 firmatario è
stato il signor Urs Bosshard dalla Svizzera. Congratulazioni!